L’urlo di Munch

Luca incannato

Nelle notti insonni o quasi prima dell’agognata uscita settimanale, alle volte capita, a mente spiegata, di fare strane riflessioni , come solo il sonno incipiente sa indurre.
Ma perché uno dei quadri più famosi ed apprezzati del mondo è un urlo, l’urlo di Munch? Perché subiamo la fascinazione di una figura trasfigurata ed indefinita?
Perché è un doppio ossimoro,  è un urlo muto, è immobile e dinamico al tempo stesso, riesce con le sue intrinseche contraddizioni ad incarnare l’angoscia e la pochezza dell’essere umano davanti ad un evento più grande di noi.
Si vabbè, dormi ….. adè ti metti a fare il critico d’arte….
E si dorme pocopocopoco,  i tre insonni per antonomasia,  Luca , GG ed io,  si sono dati appuntamento prestino per una battuta di drifting, la prima della stagione.
Ovviamente partono i messaggi di prammatica e, sorbendo il primo caffè della giornata, mi arrivano golose informazioni dal Cuoco Mario che , in viaggio per le secche, mi indica un preciso punto in cui provare…..

BOMBA

La smania si fa incontenibile e armati della attrezzatura da topshot acquistata durante i noiosi mesi invernali,  io ed il GG ci dirigiamo urlanti verso Cadimare, dove Luca ci aspetta già al pontile.
Concordiamo che si poteva uscire almeno 2 ore prima , cosa che peraltro non sarebbe servita assolutamente a nulla, ma tant’è ci sentiamo fighi solo a dirlo.
Ovviamente L’Inge sarà sempre nel primo sonno, è prevista la sua comparsa,  accompagnato da Filippo, verso ora di pranzo tempo permettendo….

Si vola veloci in una mattina meravigliosa, prima tappa l’odiato distributore ”Chez Cartier” che ci propone un ottimo brunello alla cifra di 1,8 eurozzi al litro….battendosene il belino del prezzo del barile… Sputiamo sul pontile ma ci adeguiamo, meno male che il bellissimo AL21 non è assetato e l’obolo non è cospicuo….

Usciti da Portovenere proviamo, oltre alla solita meraviglia, a prendere due sugarelli con risultati fallimentari.
Ma chi se ne fotte, la giornata è perfetta e planiamo veloci verso la posta indicata dallo Chef. Provo a contattarlo sul VHF ma son talmente lontani che non prende, lo immagino incannato con collane di occhioni e mi sale la salivazione.
Ormeggio veloce, inizia la pasturazione ma…..
Uffa, corrente debole e  contraria  al poco vento di terra…..no buono.
Filo le canne in acqua e far uscire la più profonda richiede un tempo imbarazzante e va in direzione dell’ancora….daiiiii….ma daiiiii. Grugnisco durante la cala, ma mi godo i nuovi gioiellini , bellissimi.
Più profonda la Ambermax leopardata, a seguire Mastfish  celestina, sui dieci metri una Sunrise dall’accostamento cromatico improponibile, degno di un daltonico zoppo, per finire l’ultimo acquisto di Luca, una sobria ed elegante ATC nera, ci terrebbe tanto a fare un tonno con quella….. Insomma un campionario di canne che, in maniera poco politically correct,  il Peve definisce canne da Froci, parafrasando Sarri.
Ma spetta spetta….ohhhh… la tramontanina cala e le canne faticosamente si dispongono in scia , la pasturazione comincia a essere sostenuta da un filo di corrente in più….la barca si gira un po’….TAAAAAAC!
Perfetto.
Mi occupo attivamente della pasturazione, per ingannare l’attesa il GG tira fuori la sua arma di elezione, il Sabiki, GG è Sensei di SabiKi quarto Dan, e lo fila nel nulla. Ed incanna…ti pareva…

Guardiamo affascinati una catenaria di sugarelli nani che, evidentemente, si aggirano prudenti strusciando il fondo anche a queste profondità;  vengono accolti volentieri dalla vasca del vivo.
Luca cala svogliato una meravigliosa Unasheti armata di tenya sul fondo, non succede una mazza, deserto dei tartari.

Con una giornata del genere e la temperatura dell’acqua che sta aumentando mi sarei immaginato di vedere un po’ di attività a galla…nulla.
Sono fiducioso, siamo in una forcella fra due fili di corrente, se passa un pesce passa da qui.
La canna profonda ha un sussulto, la bottiglia di segnalazione si stacca, ma non parte nulla. Di questa stagione di solito accostano verdesche e squaletti vari…temo una visita del genere.
Infatti non c’è più una mazza, trecciato reciso nei dintorni del finale, una strusciata evidentemente.
Mi adopero per riarmare la canna, il GG estrae da profondo creaturine strane tutte luccicanti, sembrano crognoli di profondità, roba da National Geographic.
La mattinata prosegue serena, la fiducia è tanta, stiamo pescando bene ma non si vede una marcatura, attendiamo fiduciosi mezzogiorno.

L’ORA X

Divoriamo scherzosi tutto quello che la cambusa allestita al solito dal GG contiene, lazzi scherzi prese per il culo con l’Inge che si avvia lentamente alla barca, le solite piccole ed impagabili cose.
Durante il cambio esca di rito decido di far contento Luca, stava puntando quell’alaccia grossa come uno stoccafisso da tempo, gliela monto sulla ATC e la mettiamo a svolazzo.
E all’improvviso….lui…”marcatura importante sui 70 metri”!

Makumba, lampadina, muovi muovi, fai casino….niente.
Nono… sale eccome se sale !

Luca per qualche inspiegabile ragione ha appena preso in mano la canna da sabiki e all’improvviso…la ATC esplode, il piccolo Cube ha la frizione tarata un tantino dura e la canna si piega fino all’acqua.
Sguardi veloci stabiliscono i ruoli, l’equipaggio si mette in moto ,  tiriamo su le altre canne, Luca indossa la black magic, io metto in moto e GG va al pallone.
Perfetto!

 

 

Insomma…
La cintura si è un po’ ingavettata, mentre Luca combatte con il solo cosciale, prendo la mia e gliela infilo, è regolata per me e appena agganciamo faticosamente i moschettoni  lo schienale troppo largo risale un po’, scapula le chiappe e otteniamo il modello di “Luca a serramanico”.
Con un paio di regolazioni siamo a posto e là sotto ci si da da fare, eccome!
Il pesce è grosso, ma L’angler e armatore si comporta bene, assistito benissimo dalla leggera attrezzatura.
Il GG prova a filmare qualcosa, io guido  e agguanto Luca per lo schienale, tutto bene.
Tutto benissimo, cavolo ci godiamo il combattimento e uggioliamo di gioia , il terminale si avvicina e sorridiamo contenti, ma che bella uscita, compagnia meravigliosa, barca splendida, giornata esagerata, pesce grossogrosso……..

MUNCH

E’ li, davanti all’inspiegabile slamata, che capisci davvero quella bocca aperta nel grido muto.
Luca si accascia dopo aver recuperato quell’amo nudo e inutile a cui stavano appese tutte le nostre speranze.
Abbozzo due teorie ma lui non mi ascolta, non proferisce verbo, attonito si accoccola a prua.
A nulla varranno le due seguenti ore di pesca, durante le quali si  riprende lentamente, solo per dire che venderà entro sera barca e attrezzatura.
Provo a sdrammatizzare, Luca se ne fotte
L’Inge avvista un’aguglia imperiale, ma Luca se ne fotte,
Balene a prua, se ne fotte,
Beyonce gli chiede il numero di cellulare, se ne fotte.

Ma secondo voi….MUNCH pescava a drifting?

 

 

Il Polpo
Comandante di questa manica di sciamannati, classe 1966, pesca dalla veneranda età di 4 anni. Pesca pazza e disperatissima, citando studi di leopardiana memoria. Ha sperimentato tutte le tecniche di pesca meno la mosca e le bombe (non che siano assimilabili ma tant’è…), provando tanto e riuscendo in poco, grazie al perverso gusto di rimanere sempre affascinato dalla tecnica sconosciuta ai più, tralasciando quella più catturante. Ama in particolare la pesca con gli artificiali, che presuppone impegno, costanza e conoscenza... Ama ancor più inseguire i gabbiani, spesso inutilmente, perdendo completamente il controllo davanti ad una mangianza. In sintesi estrema, ama il mare con tutto sè stesso. Unica pecca: come perfetta nemesi dell'Inge, odia i cefalopodi , se non in cucina, e per questo loro lo cercano in continuazione...da cui il nome di battaglia.

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