Una parola salverà il mondo

Ieri sera, dopo cena, la Moglie ha rinvenuto, cercando un file di musica sul cellulare, uno strano e vecchio file audio occultato nei meandri della memoria del cellulare medesimo.

La mia vocetta virginale che con un tono che l’Inge, coinvolto in seconda battuta, definisce come proveniente da una messa nera fatta su Skype, che sproloquia su un argomento evidentemente a me caro.

Avevo scordato ovviamente di averlo registrato, sicuramente mentre guidavo.

Ve lo sbobino qui sotto per evitarvi l’ascolto…..

 

Una parola salverà il mondo.

Stavo guardando le statistiche sul nostro misero sito di pesca, qualsiasi cosa uno scriva non vincerà MAI la competizione con una foto.

Che sia di un delfino, di una acciuga che salta….. una foto di me che scrivo.

La parola è destinata a soccombere sotto la potenza dell’immagine.

Parlavo tempo fa con una mia collega, diceva che i bimbi di adesso sono incredibili,

Non si permettono più di cacciare una balla come facevamo noi, “Cazzo hai visto Davide? Ha fatto Avenza Marina di Carrara impennando col Ciao”.

No, ora vogliono le prove, vogliono il filmato, vogliono il filmino fatto con il telefonino e postato su Youtube, Itunes, Ifava.

Ed è una cosa sconcertante, cioè, avrei avuto un’adolescenza infernale se non avessi potuto mentire spudoratamente inventando delle storie per far ridere le persone.

Questa cosa non è più dei giorni nostri, è definitivamente tramontata.

E quindi che cazzo ci sto a fare, cosa cavolo scrivo a fare.

Non ho intenzione di imparare a fare una foto, la considerazione che la menzogna, che in realtà è la base per un racconto buffo, per un racconto interessante, per quella storia che ti tiene agganciato, che ti fa aprire in mente, questa si, un immagine.

La menzogna, la balla, adesso è diventata photoshop.

Non mi adatto

Sono un fossile

Vivo nella certezza che la potenza della parola non ha eguali.

Una parola salverà il mondo.

A Putin, se sta per schiacciare il bottone rosso, devi dirgli “NO!”.

Non fargli un filmino, malidetti voi.

 

 

Il Polpo
Comandante di questa manica di sciamannati, classe 1966, pesca dalla veneranda età di 4 anni. Pesca pazza e disperatissima, citando studi di leopardiana memoria. Ha sperimentato tutte le tecniche di pesca meno la mosca e le bombe (non che siano assimilabili ma tant’è…), provando tanto e riuscendo in poco, grazie al perverso gusto di rimanere sempre affascinato dalla tecnica sconosciuta ai più, tralasciando quella più catturante. Ama in particolare la pesca con gli artificiali, che presuppone impegno, costanza e conoscenza... Ama ancor più inseguire i gabbiani, spesso inutilmente, perdendo completamente il controllo davanti ad una mangianza. In sintesi estrema, ama il mare con tutto sè stesso. Unica pecca: come perfetta nemesi dell'Inge, odia i cefalopodi , se non in cucina, e per questo loro lo cercano in continuazione...da cui il nome di battaglia.

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