Si riparte!

Si riparte

Un inverno inesistente, un autunno infinito. Pioggia, dal 20 dicembre non si azzeccano tre giornate di sole consecutive. Ma nemmeno una gelata, in fondo. A memoria, non mia ma di chi ne ha piu di me, non s’è mai visto un gennaio cosi.

E febbraio non ha voluto essere da meno.

Risultato: una stagione invernale, sul settore pesca ma non solo, disastrosa. Totanare ed esche da sciabola rimaste mestamente nelle borse, la barca a combattere inutilmente contro libeccio e scirocco abbandonata al pontile, in un rodeo meccanico di ferraglia che ha lasciato il segno. Fino all’inevitabile ricovero, al solito rimessaggio del buon Felice, per rimettersi un pò in forma. Tanto di uscire non se ne parla.

Il momento più deprimente, per chi si nutre di sale.

Ma…

In fondo, il momento del rimessaggio è lo scollinamento, oltre al quale, di norma, si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Febbraio inoltrato il sole, quel poco che c’è, che comincia a scaldare. Il caldo, ma quello non se n’è mai andato, di fatto, che comincia a far capolino nelle ore centrali. L’aria di primavera (e la sua allergia, a traino). Ma soprattutto…l’odore di antivegetativa e di lucido per gli acciai, i cavi elettrici nel bagagliaio della macchina, in compagnia delle immancabili cassette degli attrezzi piu disparati, per installare gli optional piu stravaganti. Un pò di ore rubate, di sera, ad altre amenità, da trascorrere tra vernici e carte vetrate, tra CRC e antiruggine, col portafogli che sospira…perchè sa che inevitabilmente toccherà anche a lui.

E infine…dopo tanto patimento, il nostro “braccio armato”, la nostra valvola di sfogo che prende il volo. Sollevata leggera da una gru, che la riporta nel suo mondo.

Si riparte.

Per nuove avventure, da vivere insieme!

 

Stay Tuned, su Elfishing.it!

 

Inge
Ingegnere nautico (da cui il nick) con la passione della pesca, nasce a La Spezia nell'ormai lontano 1985. Inizia a pescare ancor prima di camminare, seguendo le orme degli illustri familiari, abilissimi pescatori di orate con lenza a mano e metodo tradizionale. Dopo anni di gloriosi insuccessi, passa inspiegabilmente alla pesca con gli artificiali, ed in particolare alla traina costiera e allo spinning sulle mangianze, di cui si innamora. Ne deriva uno smodato sentimento di amore-odio per i gabbiani, e una vista assai acuta, nonostante gli occhiali, per individuare i più piccoli cenni di mangianza da La Spezia a Capo Corso. Da qualche anno si è avvicinato, nel periodo invernale, alla pesca dei cefalopodi da Riva, con stranamente buoni risultati. Pescatore molto tecnico, detiene nel team anche il primato di pesca alle acciughe e alle aguglie con le mani, di cui è molto orgoglioso... Si può considerare il "tattico" del team, vista la sua passione per la tecnologia (dorme con il GPS) e meteorologia.

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