Corsi e Ricorsi…parte prima

L'alba ai serra

Ricorsi.

E corsi.

Oppure il contrario, che suona meglio.

Insomma cose che succedono e poi, misteriosamente, succedono ancora.

Magari ad un anno preciso di distanza.

Rewind.

L’anno scorso proprio in questi giorni c’era una fervente attività degli sciabola, le condizioni di luna erano le stesse, per cui l’agognata missione del fine settimana viene progettata in funzione di una spedizione nel blu profondo, armati di jig, inchiku, polpi glow, tenya, sarde  e per precauzione anche una canna con bolentino elettrico.

Il piano è questo, io e Mario usciamo presto, l’Inge ed il Peve ci raggiungono un po’ più tardi, poi si faranno una capatina ai calamari.

Questo sarebbe il ricorso.

Il corso lo fa la telefonata trafela di Mario alle 10 di sera e  segna il Corso della giornata……

“Prendono i serra all’alba, come l’anno scorso!”

 

Serra?

E’ già, anche quello era successo, proprio negli stessi giorni…..

Per cui…..

Partenza alle 6, traghettiamo con il barchino, al buio, una quantità di attrezzatura imbarazzante, sembra un trasloco.

Ci piazziamo nella zona prescelta ben prima che albeggi, comincia la scelta degli artificiali, al buio mi pianto la prima rampetta della giornata nel polpastrello del pollice, sanguino appena…buon segno.

Mario opta per il fedele duplex, io scelgo il brutto ma buono, il cucchiaino preferito dell’Inge.

Niente pesce per il momento, in compenso arrivano almeno altre 10 barche…..la cosa doveva essere più o meno una novità….non è andata proprio così..

Albeggia un po’, il sole è sempre dietro le Apuane, scatto una foto e la macchinetta si spenge mestamente, batteria scarica, buon segno.

Lanciamo fiduciosi nella luce nascente ma il pesce non si fa vedere, sullo scandaglio però nuvole di minutaglia infestano lo schermo.

Il sole spunta appena, parte il primo gabbiano, poi il secondo, poi il marasma.

Il banco di serra si muove veloce predando a galla minuscoli pesciolini, grossi come spilli.

Primo lancio primo pesce sul brutto ma buono, salta tre volte fuori dall’acqua e si slama.

Mario da buon driftaro è appassionato di pasturazione per cui….pastura con i duplex, 5 lanci 5 esche  perse, per la modica cifra di 75 euro…..non monta il cavetto come ho fatto io in un eccesso di prudenza, poi decide per un Mommotti lungo mezzo metro ed incomincia ad incannare di brutto.

I serra sono belli, Mario ne vola a bordo uno oltre i due chili, mentre prova a slamarlo si appunta un’ancoretta nella mano con il pesce sempre sbatacchiante sempre  attaccato….fortunatamente l’ardiglione non entra e dopo poco è di nuovo in pesca.

Io scelgo  il divertimento puro, pesco a galla con un Pro-Q bianco, lo faccio muovere un po’ a walking the dog e poi lo fermo, sulla pausa cacciate spaventose, imbarco qualche pesce, molti si slamano perché nella foga dell’attacco rimangono allamati fuori dalla bocca, svariati li cicco brutalmente mentre balzano fuori dall’acqua e non riesco a trattenere la ferrata come dovrei fare.

Mario con il Mommotti bianco becca serra sul chilo, prova una colorazione più scura e la taglia aumenta.

Mentre lo aiuto a salpare un bestione con il guadino, il mio animaletto rimasto inerte vicino alla murata della barca viene brutalizzato da un cinghiale con le pinne, menomale ho la canna nella mano sinistra e lo riesco a combattere con magno gaudio.

Il Driftaro mi pare si stia appassionando allo spinning, e ci da dentro come un leone, smettiamo di utilizzare il guadino e quasi tutti i pesci riprendono la libertà prima di salire in barca, tanto la cena per noi e famiglia è già assicurata.

Provo anch’io un’artificiale xl mentre l’attività sta rallentando, funziona funziona uhhhhh se funziona…

0840 stop alle danze, sparisce tutto con la stessa rapidità con cui è iniziato, il sole è più alto nel cielo, la giornata è bellissima.

Un’ora scarsa è durato ‘sto delirio, alle 0900 siamo a Portovenere e mentre ci buttiamo famelici su una colazione con i fiocchi ed il benzinaio di rimando si butta famelico sul bancomat che gli ho porto con mano tremante, progettiamo come proseguire la giornata, ma questa è un’altra storia….

Od un Ricorso?

 

continua… …la seconda parte!

 

Il Polpo
Comandante di questa manica di sciamannati, classe 1966, pesca dalla veneranda età di 4 anni. Pesca pazza e disperatissima, citando studi di leopardiana memoria. Ha sperimentato tutte le tecniche di pesca meno la mosca e le bombe (non che siano assimilabili ma tant’è…), provando tanto e riuscendo in poco, grazie al perverso gusto di rimanere sempre affascinato dalla tecnica sconosciuta ai più, tralasciando quella più catturante. Ama in particolare la pesca con gli artificiali, che presuppone impegno, costanza e conoscenza... Ama ancor più inseguire i gabbiani, spesso inutilmente, perdendo completamente il controllo davanti ad una mangianza. In sintesi estrema, ama il mare con tutto sè stesso. Unica pecca: come perfetta nemesi dell'Inge, odia i cefalopodi , se non in cucina, e per questo loro lo cercano in continuazione...da cui il nome di battaglia.

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