La Lampuga

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Presente in tutti i mari temperati del mondo, la Lampuga (Coryphaena hyppurus) è da considerarsi una preda interessante per gli appassionati di spinning, sia da terra che da barca, dove viene insidiata anche a traina. Caratterizzata da una livrea sgargiante, dal giallo oro al verde con maculatura bluastra (c’è un perchè se viene soprannominata “brasiliana”) raggiunge anche pezzature ragguardevoli che, unitamente al combattimento ricco di guizzi, salti e fughe la inseriscono di diritto tra i target per eccellenza della pesca in mare.

Appartenente alla famiglia delle Coryphaenidae, raggiunge anche i due metri di lunghezza e superare i trentai chili di peso (l’attuale record IGFA è di 39 kg nelle acque del Costarica) . Dalla forma affusolata, e dalla velocità impressionante (raggiunge gli 80 km l’ora, quanto un tonno) è predatore vorace di piccoli pesci di superficie (nella sua dieta privilegia infatti pesci volanti e piccoli esemplari di pesce azzurro) che caccia, specialmente nella fase giovanile, in branco. Diventa meno “sociale” con l’età adulta ed è comunque un pesce che ha una crescita molto rapida. Ha una particolarità che differenzia la femmina dal maschio. quest’ultimo si presenta infatti con un muso più alto. Si trova sia al largo che sotto costa, dove si avvicina con la primavera. Una caratteristica è “la ricerca dell’ombra”: se vi capita di addocchiare oggetti galleggianti quali tronchi, o addirittura relitti (vedi report: Strani incontri, QUI)  prestate particolare attenzione: molte volte ci capita di trovarla…sotto…al fresco.

A tal proposito specialmente nei mari siciliani viene pescata usando foglie di palma lasciate galleggiare a mo di richiamo…

Per insidiarla possiamo far uso di una moltitudine di esche, che devono essere mosse con rapidità per stimolare l’attacco: dai cucchiaini ai popper, dalle piume ai minnow tutti di dimensioni fino ai dieci centimetri. Attaccando pesci foraggio di superficie è consigliato l’uso di esche “rumorose”.

Una raccomandazione: quando si incontrano i branchi di Lampughe in giovane età, è facile fare una “strage”. Ricordiamoci che esiste un limite di 5 chili di pescato, e che, essendo molto rapido l’accrescimento dell’animale, ci possiamo privare di una preda  ancor più stimolante per non voler pazientare qualche settimana!

Nella foto, Il Polpo con una Lampuga catturata a traina nel regno degli Elfi

Peve
E' l'apprendista Elfo del Team. Nonostante abbia più anni che la tosse si è avvicinato alla pesca a spinning da un anno e mezzo, plagiato dall'Inge. Tra i suoi ricordi di bambino le parole "muriddu" e "tremolina". Ha completamente perso lucidità da uno schiaffone preso da una Lampuga sugli scogli di Bonassola. Se nel giro di 20 miglia non c'è un sugarello, lui lo allama comunque. Amante del mare e della buona tavola, sogna uno strike "da terra". Nel recente inverno ha sperimentato con discreti risultati l'Egi Fishing, tecnica di pesca da lui definita "Scarafoni Fishing". Non sono "fine"...e per funghi dico ampiamente la mia... e di che tinta...

1 Comment

  1. Christian Cerreta

    15 settembre 2012 at 18:09

    Ciao Giusi sei il mio numero 1 , saluti Christian il tuo giovane allievo sempre in attesa di crescere e superare il maestro :-))))))))

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