Cara vecchia traina…

Alletterato

Risolvere una giornata così così con un’intuizione. Che poi è anche un colpo di culo, ci mancherebbe.

Mettiamola così: ho intuito che avrei potuto avere una botta di culo, una volta tanto. Che c’è di male??

PROLOGO:

Giornata strana: il giorno precedente un temporale pomeridiano coi fiocchi ci aveva costretto ad un rientro a capicollo, causa maestrale scazzosissimo e annessa onda da 70 cm tra un fulmine e l’altro. Gran bella giornata per prendere un permesso da lavoro, 4 ore bruciate.

La mattina di sabato, prendiamo poco dopo l’alba il largo con i “postumi” del temporale ancora visibili: una simpatica tramontana infatti ci molesta fischiando tra le canne, e continuerà a farlo fin quasi a metà mattinata, molto al di là del suo normale terreno di caccia.

Così, portatici a fatica nella zona di pesca, cominciamo l’attesa per quello che è il nostro obiettivo dichiarato per la giornata:

ALLETTERATO.

Si, abbiamo necessità di tonno in frigo, e visto che il rosso è un miraggio in questo periodo, ci dedichiamo alla posta del simpatico cugino, libero da vincoli, permessi e restrizioni di sorta. E, stranamente, stavolta sappiamo anche dove cercarli.

Dopo una mezz’ora di attesa in balia della simpaticissima tramontana, cominciamo a disperare, dato che in queste condizioni meteomarine è veramente complesso trovare pesce attivo a galla e pescare a spinning. Dopo aver adocchiato qualche gabbiano “nervosetto” tra un’onda e l’altra, decidiamo di spostarci piano verso ovest, sole alle spalle, in attesa di una mangianza come si deve.

Visto il contesto e lo spostamento lento, mi gioco il jolly: monto la mia esca preferita e ormai introvabile (sigh), un piccolo bubble jet Lures Italia, sulla mia Xzoga mastery da spinning. Un kona da pochi cm, 6/7, su una canna da spinning. Per il tombarello il mix è giusto, ma quando si ha a che fare con “quella canna lì” ti puoi aspettare di tutto.

Seguo una striscia di corrente tra le onde, tengo la canna in mano, improvviso un portacanne raffazzonato sulla consolle, “tanto vedrai che il tombarello parte presto”.

Detto, fatto, passa qualche secondo e partenza a razzo.

Il pesce viene e si avvicina alla barca, nonostante alla prima fuga abbia portato via quasi 100 metri di filo dal piccolo Penn Spinfisher. Poi, quando il combattimento sembra volgere al termine in brevissimo tempo, la sorpresa.

L’amico di là del filo non ne vuole proprio più sapere, si inchioda e riparte a razzo. Il Peve balza al timone ed evita che mi sbobini tutto il filo, ma ogni 10 metri guadagnati ne riprende 20. Non è un tombarello.

Il combattimento dura 25/30 minuti buoni, con la mastery che al solito non molla una virgola ed è una goduria assoluta. (che canna!). Temo un pò per il finale, dato che non è una preda “usuale” per il mio polpetto, ma l’Asso di cuori dello 0.35 difficilmente tradisce per “sfinimento”.

E finalmente, sotto la barca arriva LEI.

Una femmina di alletterato incredibile, che alla bilancia (molto artigianale e per difetto) si fermerà sui 12 kg. … E che si slamerà appena issata, per la coda, a bordo!

Successivamente, al calare della tramontana, abbiamo anche avuto l’occasione per il grande SLAM, con una coppia di meravigliose lampughe che si è avvicinata alla barca, senza però reagire ai nostri artificiali…

ma francamente sarebbe stato davvero troppo e difficilmente catalogabile come “intuizione”!!!

 

 

 

Attrezzatura:

Canna: Xzoga Mastery 66 MH

Mulinello: Penn Spinfisher con Power Pro 15 lbs

Terminale: Asso di Cuori 0.35

Esca: bubble jet Lures Italia, amo doppio.

 

 

Inge
Ingegnere nautico (da cui il nick) con la passione della pesca, nasce a La Spezia nell'ormai lontano 1985. Inizia a pescare ancor prima di camminare, seguendo le orme degli illustri familiari, abilissimi pescatori di orate con lenza a mano e metodo tradizionale. Dopo anni di gloriosi insuccessi, passa inspiegabilmente alla pesca con gli artificiali, ed in particolare alla traina costiera e allo spinning sulle mangianze, di cui si innamora. Ne deriva uno smodato sentimento di amore-odio per i gabbiani, e una vista assai acuta, nonostante gli occhiali, per individuare i più piccoli cenni di mangianza da La Spezia a Capo Corso. Da qualche anno si è avvicinato, nel periodo invernale, alla pesca dei cefalopodi da Riva, con stranamente buoni risultati. Pescatore molto tecnico, detiene nel team anche il primato di pesca alle acciughe e alle aguglie con le mani, di cui è molto orgoglioso... Si può considerare il "tattico" del team, vista la sua passione per la tecnologia (dorme con il GPS) e meteorologia.

2 Comments

  1. Matteo

    10 Luglio 2015 at 17:17

    Fantastico! Complimenti! Grande intuizione… bisogna sempre crederci e questa cattura ne e’ la dimostrazione!
    Una domanda: il bubble jet da quanti cm era?

    • Inge

      Inge

      11 Luglio 2015 at 00:54

      Grazie Matteo 🙂 L’esca era molto piccola, si vede in una delle foto: 6/7 cm circa!

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