Le specie più pericolose in mare…

dangerous species

…sono quelle che importiamo noi!

L’amico Leonardo D’Imporzano ci segnala una bellissima campagna pubblicitaria, ideata da due enti pubblici catalani, per sensibilizzare chi va per mare a non gettare i propri rifiuti.

Un’ottima iniziativa, che merita assolutamente il suo spazio sul nostro sito!

Nel manifesto, riproposto in grande di seguito, varie tipologie di rifiuti vengono presentati sottoforma di animali marini (le “specie” pericolose, appunto), e per ciascuno di essi viene indicata la possibile fonte di provenienza e il tempo di permanenza in mare prima di degradarsi completamente.

Elfishing.it sposa in pieno l’idea, e condivide il messaggio! Portiamoci la spazzatura in porto e gettiamola al nostro rientro!

Inge
Ingegnere nautico (da cui il nick) con la passione della pesca, nasce a La Spezia nell'ormai lontano 1985. Inizia a pescare ancor prima di camminare, seguendo le orme degli illustri familiari, abilissimi pescatori di orate con lenza a mano e metodo tradizionale. Dopo anni di gloriosi insuccessi, passa inspiegabilmente alla pesca con gli artificiali, ed in particolare alla traina costiera e allo spinning sulle mangianze, di cui si innamora. Ne deriva uno smodato sentimento di amore-odio per i gabbiani, e una vista assai acuta, nonostante gli occhiali, per individuare i più piccoli cenni di mangianza da La Spezia a Capo Corso. Da qualche anno si è avvicinato, nel periodo invernale, alla pesca dei cefalopodi da Riva, con stranamente buoni risultati. Pescatore molto tecnico, detiene nel team anche il primato di pesca alle acciughe e alle aguglie con le mani, di cui è molto orgoglioso... Si può considerare il "tattico" del team, vista la sua passione per la tecnologia (dorme con il GPS) e meteorologia.

1 Comment

  1. David

    David

    18 aprile 2012 at 13:01

    Non dimentichiamoci di quelli invisibili, che fanno danni ancora peggiori: solventi, policlorobifenili, diossine, eccetera… che alterano irrimediabilmente i cicli vitali.
    Metterei una parentesi invece per quanto riguarda il petrolio, che sebbene sia un inquinante frequente dei mari (è colpa nostra se lo trasportiamo e concentriamo con gli sversamenti dalle petrolierie) è in ogni caso un prodotto naturale contenuto negli strati geologici.
    E anche per i detersivi: sebbene siano inquinanti, creano solo uno squilibrio temporaneo nell’ecosistema essendo consumati dai produttori primari, che dopo un po’ di tempo può essere assorbito e rientrare nel ciclo.
    In ogni caso, è meglio evitare di impattare sempre sull’ambiente appoggiandoci al muro delle scuse pensando che il mondo è tanto grande: alla lunga cascheremo pure noi poichè siamo pur sempre su un pianeta, l’unico che abbiamo e che è un ambiente chiuso…

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