La Seppia Mannara

cuttle 2

Questa mia è dedicata al benzinaio di una nota località della costa degli elfi con preghiera di accettare le mie scuse. Di persona mi vergognerei troppo.

 

E uno dice…. massì, stasera vado a vedere se ci sono due seppie. Se poi è un calamaro, è meglio.

A volte ti vedono certe idee….

L’inge mi dà del temerario. Dalle sue proiezioni meteo c’è da battere i denti dal freddo, il mare è un disastro e forse la profezia dei Maya si concretizzerà proprio quando sarò sul pontile. E’ una rinuncia bella e buona la sua, nonostante il suo “survivor kit tecnologico” tra giacche in titanio con serpentina, passamontagna ad energia geotermica e mutandoni ascellari frutto di studi aerospaziali sulla Mir che farebbero invidia a dei parà norvegesi.

Parto. Il tempo di passare un attimo da Maurizio a prendere UNA totanara UNA da aggiungere al Kit e qualche moschettone.

In questo tipo di pesca l’esca è la sublimazione del gergale “carne da cannone”: Il campo di gara, pieno di corpi morti, scogli, reti e altri amenicoli meriterebbe un video subacqueo per documentare l’ecatombe di artificiali, sul quale i vari “gialli” produttori ed i negozianti potranno, guardandolo, brindare alle loro fortune.

Comunque arrivo. Biglietto del parcheggio. Apro il portabagagli. Canna, Salaio e zainetto. Cinque metri e sono sul moletto del distributtore. Gasa parecchio perchè quella bella luce puntata in acqua fa un effetto lampara molto addescante. Due o tre grossi branchi di microscopici avannotti stazionano nel suo cono. Partiamo con la totanara verde. due tre lanci nel buio…..poi all’improvviso le classiche strattonate del calamaro. “Ci siamo!”  Ma è un falso allarme.

E’ a quel punto, all’orario di chiusura, che il benzinaio fa la sua comparsa sul moletto e gentilmente mi dice ” Chiedo scusa, le chiederei una gentilezza….. se prende delle seppie…” Capisco al volo e rispondo “Certo! Il nero! non si preoccupi! e poi sto qui ancora cinque minuti e mi sposto!” Il signore ringrazia, chiude bottega e se ne va.

Dopo poco infatti decido di spostarmi ma proprio all’ultimo lancio

una seppia decide di ballare un lento guancia a guancia sulla mia totanara.

Salaiata ed oplà. E’ a terra.

Tralascio quello che è il rapporto di odio-amore tra la totanara, la sua corona di aghi e la rete del guadino. Fatto sta che la totanara verde rimane sul salaio, e mi sposto, facendo spazio a quella arancio.

Lo spostamento su un altro moletto vicino non porta a nessun risultato….. e quindi dopo un oretta -il freddo intanto aumenta….ma c’è un bel cielo stellato, una bella luna, il borgo illuminato…..sì ho capito ma fa veramente freddo…cazzo!- decido di riavviarmi verso la macchina. Prima però torno sul moletto del benzinaio…..altri due tiri va….

 

Il nulla. “Inizia a raccattare gli stracci e andiamo a casa…” penso.

Ancora un paio di lanci…. e mentre recupero proprio sotto al pontile, in un metro e mezzo d’acqua in quelle palle di piccolissimi pesci, la botta! E’ un seppione agli steroidi che in un secondo è fuori dall’acqua. Lo tengo un po sul bordo (memore anche dell’impegno con il benzinaio) per lo schizzo di inchiostro. Nulla. La sbattacchio anche. E’ proprio grossa. Al peso sfiorerà gli otto etti… La deposito delicatamente sul molo (nel frattempo si slama, chiaramente, e la totanara si ingavetta da par suo nel guadino…) prendo un nuovo sacchetto dallo zaino, e cerco di creare un bodybag che mi permetta di non sporcarmi le mani e di impacchettarla a dovere.

La bestia si ottunde e scarica tutte le biro del mondo sul molo. Oh Cazzo!

Cerco di afferrarla in qualche modo ma in quel momento sento un dolore lancinante all’anulare destro. Una pinza che si chiude sul polpastrello, una lametta che recide tessuti. riesco con difficoltà a divicolarmi.

La seppiona si è pappata un tre mm3 del mio ditino. E per festeggiare da un altra innaffiata di inchiostro. Un dolore assurdo mentre la rinchiudo proferendo alcune osservazioni di carattere teologico. Il sacchetto è un ammasso di bitume e cefalopode scazzoso e  soffiante. Vedo il molo annerito e una manichetta dell’acqua. Apro la valvola. Non esce niente. A quel punto l’occhio mi cade su una delle colonnine del distributore, dove c’è una sbaffata rossa colante, degna di Dario Argento. Mi guardo la mano destra. E’ completamente insanguinata. Dalla ferita copioso il sangue. Il molo tra chiazze di inchiostro e gocce di materia ematica è la scena di un attacco di un Kraken ad un ignaro viandante trascinato poi negli abissi. Ho l’eschimo chiazzato di rosso. I pantaloni di nero.

Mi giro un fazzoletto intorno al dito e lascio il luogo del massacro.

Promemoria:

Per la prossima uscita non mettersi l’eschimo, tagliarsi il pizzetto, niente zaino e quel cappello di lana con il marchio in bella vista ricordarsi di metterlo al contrario, visto mai mi riconoscesse il benzinaio…

 

 

 

Peve
E' l'apprendista Elfo del Team. Nonostante abbia più anni che la tosse si è avvicinato alla pesca a spinning da un anno e mezzo, plagiato dall'Inge. Tra i suoi ricordi di bambino le parole "muriddu" e "tremolina". Ha completamente perso lucidità da uno schiaffone preso da una Lampuga sugli scogli di Bonassola. Se nel giro di 20 miglia non c'è un sugarello, lui lo allama comunque. Amante del mare e della buona tavola, sogna uno strike "da terra". Nel recente inverno ha sperimentato con discreti risultati l'Egi Fishing, tecnica di pesca da lui definita "Scarafoni Fishing". Non sono "fine"...e per funghi dico ampiamente la mia... e di che tinta...

11 Comments

  1. Inge

    Inge

    17 gennaio 2013 at 15:42

    uahauhauah, te l’avevo detto che era meglio non andare 😀 😀 comunque, deve aver scambiato le tue mani ossute per qualche gambero per darti una boccata a quel modo…mai visto in vita mia…. O.o!!

  2. Ale

    Ale

    17 gennaio 2013 at 18:40

    ahahahahah sei un vero impiastro Peve, neanche a me è mai successo! 😀
    via, ti rimarrà il ricordo 😉

    • Peve

      Peve

      17 gennaio 2013 at 19:13

      Sono il migliore…… 😀

      • Ale

        Ale

        18 gennaio 2013 at 11:21

        già lo sai 😀

      • Ale

        Ale

        5 novembre 2014 at 14:58

        Ogni volta che ti rileggo sorrido, la seppia splatter ha sempre il suo fascino

  3. Massimo Cerino

    17 gennaio 2013 at 18:42

    Complimenti per il simpatico report, che si lascia leggere per intero invogliando al sorriso. La disinvoltura del racconto, che non teme di far passare il protagonista per un beginner, è un tocco di freschezza nel graveolente mondo dei raccontini di pesca reperibili in rete che, quando non fanno spregio di sintassi ed ortografia, inducono la peristalsi per altro verso, pretendendosi cioè summe di sapienza pescatoria rivelate (ma mai del tutto) al volgo. L’argomento, daltronde, non poteva non incuriosirmi visto che si tratta di una pesca nella quale ho un po’ d’esperienza; né posso esimermi ora da qualche dritta nel merito, che andrebbe implementata non foss’altro che per far rabbia a gli invidiosetti della compagnia, che ti vedranno trasformato all’improvviso in un eging master. Al posto del guadino suggerirei un raffio da cefalopodi, molto più “pro”. La scarsa diffusione di questo attrezzo ne limita la disponibilità, ma qualche negoziante italiano ha già disponibilità di un accettabile squid gaff. Per quanto riguarda il trattamento del pescato, vorrei suggerirti l’ika shime, apposito stiletto prodotto da Yamashita che serve a chiudere subito la partita col cefalopode, evitando quegli inconvenienti di cui dai tu stesso spiritosa testimonianza. In fine, per il trasporto del pescato suggerisco una sacca stagna tubolare da 14 lt, reperibile nella grande distribuzione sportiva presente in Italia, reparto sport acquatici. Salutoni!

    • Peve

      Peve

      17 gennaio 2013 at 19:12

      Grazie Mille per i consigli Massimo! Passaci a trovare qua su elfishing, e magari dacci, se vuoi, altri interessanti contributi come questo!

  4. Inge

    Inge

    18 gennaio 2013 at 10:30

    Massimo, un vero onore per noi avere sulla nostra pagina uno dei migliori eginger italiani! Come giustamente hai notato, la filosofia di Elfishing è proprio quella di invogliare il lettore alla lettura, senza annoiarlo con pezzi stucchevoli di tecnica (che oltretutto non ci possiamo permettere), nè pubblicando foto di catture ripetute. Siamo i classici pescatori “Sportivi”, nel senso decoubertiniano del termine, ci interessa partecipare indipendente dai risultati :) Risultati che poi, sotto sotto, ci sono anche e con una certa costanza, ma non sono il motore della nostra passione; abbiamo deciso di creare questo sito per condividere emozioni, errori, sentimenti, insomma…il vero cuore della pesca. Il tuo riconoscimento, arricchito da preziosi consigli tecnici che ci fanno sempre MOLTO comodo, ci fa capire che siamo sulla buona strada e un pò più orgogliosi del nostro sforzo :) Ancora grazie per aver commentato, torna a trovarci, anche sulla nostra pagina FB! :)

    • Peve

      Peve

      18 gennaio 2013 at 10:34

      …Lo spirito di elfishing…. Bravo Inge!

    • Massimo Cerino

      11 febbraio 2013 at 01:41

      Leggo solo ora e vi ringrazio dei generosi apprezzamenti. Benché non sia un frequentatore dei forum italiani sulla pesca, ho subito notato con compiacimento il vostro “taglio” e lo stile. Insomma, dal mio punto di vista siete l’eccellenza, e dare un piccolo tributo, per quel che conta, mi è sembrato doveroso oltre che piacevole. Ci teniamo d’occhio!

  5. Ale

    Ale

    18 gennaio 2013 at 11:17

    sì..ci piace! 😉

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