La Leccia

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Parliamo questa volta di un Carangide assolutamente interessante: La Leccia (Lichia Amia)

Presente lungo le nostre coste (è diffusa in tutto il Mediterraneo) dove si avvicina parecchio a caccia di cefali di cui è ghiotta, è una preda ambita sia a spinning che a traina. Preda molto astuta, sovente trascura un artificiale mal presentato o il minimo errore del pescatore, come da articolo su il Muro del Pianto “Quello che non ho” dove Il Polpo ci racconta la sua esperienza con una Leccia di dimensioni importanti.

Dimensioni che arrivano ai due metri di lunghezza ed ai settanta chili! Parallelamente alle dimensioni che possono essere ragguardevoli, l’animale è un combattente di razza e mette a dura prova chi lo insidia, fornendo quindi anche soddisfazioni agonistiche non indifferenti. Non a torto viene definita preda da emozioni paragonabili a quelle che si provano in mari tropicali con pinnuti di “temperamento”.

Si avvicina alla costa per riprodursi in primavera-estate: è un pesce gregario ed i giovani molto spesso si muovono in branchi numerosi e si nutre di pesci e cefalopodi, che cattura sfuttando la sua grande velocità. Gli orari buoni sono praticamente tutti: Alba, tramonto, ore calde possono essere scenario di bollate improvvise di questo predatore.

Da terra è possibile insidiarla all’interno di porti, in acque sostanzialmente calme, o alle foci con popper o miniketc. Personalmente ho assaporato l’attacco di uno di questi bestioni su un Rocket popper ABU colorazione Mackerel (vedi foto) ma anche il Miniketc della Seaspin è interessante, ricordando che nelle aree portuali stazionano sovente anche i Serra, altri pesci da emozioni garantite. Ovviamente parlando di prede di una certa taglia anche l’attrezzatura dovrà essere all’altezza: un finale dello 0,60 su un trecciato da 30 libbre, moschettoni di qualità, mulinelli 5/6000 su una canna “robusta” per affrontare dure battaglie.

 

Peve
E' l'apprendista Elfo del Team. Nonostante abbia più anni che la tosse si è avvicinato alla pesca a spinning da un anno e mezzo, plagiato dall'Inge. Tra i suoi ricordi di bambino le parole "muriddu" e "tremolina". Ha completamente perso lucidità da uno schiaffone preso da una Lampuga sugli scogli di Bonassola. Se nel giro di 20 miglia non c'è un sugarello, lui lo allama comunque. Amante del mare e della buona tavola, sogna uno strike "da terra". Nel recente inverno ha sperimentato con discreti risultati l'Egi Fishing, tecnica di pesca da lui definita "Scarafoni Fishing". Non sono "fine"...e per funghi dico ampiamente la mia... e di che tinta...

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