La Corte dei Miracoli

Corte dei Miracoli

E con questa novella vi racconterò di Orchi, Magroni, Debuttanti e di 7 nani.
Al venerdì l’orco Mario contattò l’orco Pino chiedendogli se fosse libero per domenica.
“Certo!”, disse Pino leccandosi i baffi, “a tua disposizione o mio sodale”
L’orco Mario doveva portare a pesca un cavaliere , Nobile di Firenze, e gli serviva un po’ di aiuto.
Il cavaliere tirò il pacco al sabato pomeriggio e l’orco Mario allertò il Pino per trovare qualcuno di equipaggio.
E si compose così, a tarda notte, la corte dei Miracoli: due Orchi, Lux il Magrone e Diego, al debutto a drifting.
Partenza comoda alle 7 .
La notte fu calda, lunga ed insonne per Pino, turbato dalla determinazione del suo amichetto e soprattutto da una inquietante foto di marcature impressionanti rinvenuta chissà come da Mario, insieme alle coordinate del punto.

Se permettete a questo punto rientro in una narrazione alla quale sono più aduso perché dalla novella si passa, aimè, alla cruda cronaca.
Partiamo agili da Lerici, io in motorino Lux e Diego in macchina, alla volta di porto Mirabello, io trovo il tempo di recuperare un telefono satellitare da Luca  che, ingabbiato da un impegno precedente , non può partecipare alla spedizione; non la prende bene, annusando l’occasione mancata. Imbarchiamo circa 5 tonnellate di attrezzatura in barca, sotto lo sguardo sgomento e perplesso di Diego e ci dirigiamo garruli verso il tino.
Due colpi con il sabiki ma i sugarelli sono microscopici, perdiamo una mezz’ora così, io mi struggo nell’attesa, l’orco Mario sfoggia una calma olimpica.
Ci dirigiamo verso il punto misterioso con frequenti soste per controllare la situazione sull’eco, inizia la ridda di telefonate e comunicazioni VHF per verificare la situazione, incrociamo una barca di amici che viene proprio dalla nostra destinazione: “Non c’è nulla, noi andiamo al Dito”

L’Orco Mario sogghigna…..

Altra barca di amici: “Si qualcosa c’è , ma devono essere sugarelli”

L’Orco Mario sorride.

Nei pressi della meta vediamo palle di acciughe affondate e una marcatura netta….yummmm. Strisciata veloce ed ancoraggio: Taaaaac.

Entriamo in pesca

Caliamo, sotto gli occhi attoniti di Diego che, da buon ingegnere, annota mentalmente tutto, sei canne a coprire tutta la fascia d’acqua. I pesci passano sotto la barca molto affondati, mi sfrigola un bel brivido lungo la schiena.
Ma non parte nulla, per ora…..

Mario dichiara un lieve mal di testa e un certo bisogno di riposo e si incastra in maniera misteriosa in cuccetta, gli altri abboccano, io conosco il mio pollo.
Dopo tre minuti parte a fuoco la prima canna e Mario ricompare nel pozzetto come Belfagor sulle scale dichiarando: “Mi sento già meglio”.
Con la coda dell’occhio vedo Lux e Diego che provano a defilarsi, con una certa soddisfazione dico “Lux Vestiti”, gli tocca indubbiamente.
Il Magrone si comporta molto bene nonostante  la regolazione della mia cintura su di lui richieda qualche minuto di lavoro….

Il Primo Nano arriva sottobordo in una decina di minuti, schivando clamorosamente tutte le altre canne in pesca e per questo al rilascio lo battezzo mentalmente Bravolo, lo stimiamo sui 35 kg.
Lux è sudato e contento, lo abbiamo filmato e fotografato accuratamente e la documentazione verrà usata con suo fratello Marietto che in questa stagione sta facendo sfracelli.

Bene , ricaliamo la canna alla stessa quota, facendo lo slalom fra le altre bottigliette, Mario si sta per esibire in un tuffo carpiato, allarga le braccia come il Cristo del Corcovado e dichiara: “Strike” Giostra di nuovo.
Primolo viene ben combattuto dal debuttante della truppa, che dapprima cerca di sfuggire al mio imbragaggio forzato ma poi sfoggia buona verve, tribolando il giusto. Alla fine sfoggia un bel sorrisone quando la creatura viene rilasciata.

Sudolo parte alle 1300 in una piatta irreale e con temperature da Centrafrica, e ti pareva che non mi toccasse a me?
Sono scalzo e stavo meditando il secondo bagno della giornata, il pagliolo della barca di Mario è liscio come una lastra di vetro e simpaticamente unto di sarda, inforco le Crocs dell’altro Orco e forzo il combattimento il più possibile. A rilascio avvenuto sono zuppo di sudore ed ansimante, scappo all’ombra e bevo 6 litri d’acqua.

Mariolo viene disintegrato dal sapiente recupero del padrone di casa che, senza aiuto alcuno, lo tira a murata e se lo slama pure da solo. Diego sgrana gli occhi davanti a cotanta padronanza.

Lux invece è già preoccupato perché sa che, mentre iniziamo a diffondere notizie e lazzi alle barche vicine, sta per partire Stronzolo, che decapita ed intreccia tutto quanto gli capita a portata di pinna, Lux si immola e ne veniamo a capo, non senza invocare varie divinità celtiche.

Rompolo sgrana il mulinello della mia cannina da topshot che Mario stava giusto calando a mare.
Parte con il mulinello in free , il mulo non la prende bene, si stara il preset della frizione e passo due minuti brutti brutti. Alla fine l’orco Mario ha il piacere di combattere in top shot ed apprezza tantissimo la pregevole opera dell’artigiano Masiero.

Io non riesco a credere che  tutto questo stia succedendo davvero, quand’ecco che scopriamo che Stronzolo aveva un fratello.
Diego prova a fare l’occhio da bambi ma non mi faccio intenerire, lo imbrago e lui si scozza con Tribolo, che non solo taglia e cuce ma che non vuole manco agevolarci il rilascio.

Guardo gli altri negli occhi e trovo felicità e appagamento tranne che in quelli di Mario che vuol provare il record…..ma siamo lontani…. veniamo salvati dall’Ottavo Nano che, come si sa, non esiste e si palesa con una telefonata di una moglie inferocita che richiama all’ordine un marito che non risponde al telefono da ore….

Casualmente quella santa donna l’ho sposata io e la vostra novella corte dei miracoli, messeri, si eclissa così come è apparsa: per caso , per culo o per amor della pesca, scompare all’orizzonte  sull’eco di una scomposta risata.

Grazie Mario, giornata indimenticabile
Grazie Lux e Diego è stato un piacere vedervi all’opera.
Grazie Cavaliere errante e nobiluomo di Firenze, meno male non sei sceso al mare.

E soprattutto grazie ai 7 Nani.

 

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Il Polpo
Comandante di questa manica di sciamannati, classe 1966, pesca dalla veneranda età di 4 anni. Pesca pazza e disperatissima, citando studi di leopardiana memoria. Ha sperimentato tutte le tecniche di pesca meno la mosca e le bombe (non che siano assimilabili ma tant’è…), provando tanto e riuscendo in poco, grazie al perverso gusto di rimanere sempre affascinato dalla tecnica sconosciuta ai più, tralasciando quella più catturante. Ama in particolare la pesca con gli artificiali, che presuppone impegno, costanza e conoscenza... Ama ancor più inseguire i gabbiani, spesso inutilmente, perdendo completamente il controllo davanti ad una mangianza. In sintesi estrema, ama il mare con tutto sè stesso. Unica pecca: come perfetta nemesi dell'Inge, odia i cefalopodi , se non in cucina, e per questo loro lo cercano in continuazione...da cui il nome di battaglia.

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