Cul de Chef

Ci crede un casino

Ma ora io mi chiedo…

Ma perché devo avere degli amici così….

Io mi reputo discretamente lesionato con la pesca ma c’è chi mi batte a mani basse, chi sfida le intemperie con il sorriso e notti all’addiaccio con il solo sostegno della passione e magari di una boccia di vino, tanto per scaldarsi un po’ e scordarsi che è uscito in barca con le Crocs.

Insomma Mario lo Chef è uno dei pochi a cui alle volte devo dire di no….se ne inventa di tutti i colori ed è instancabile e, specie d’inverno , mi faccio prendere dalla pigrizia e dal freddo e devio in corner le proposte oscene che mi sottopone.

Ma lui non si ferma e, assistito dal suo proverbiale culo, mi tormenta con WhatsApp.

Qualche giorno fa, alle due di notte, mi iniziano ad arrivare dei messaggi, ho il brutto vizio di lasciare il cellulare acceso sul comodino, per cui mi sveglio e controllo.

Gli ho lasciato nel week end precedente una manata di nuove creature da provare, pare che funzionino e me lo dimostra, uno sgorbio osceno è ritratto con attaccato un serra schifato che lo ha predato penso con il solo scopo di rendere il mondo un posto esteticamente più accettabile.

Lo sgorbio pare abbia fatto 19 catture ed io passo la notte insonne.

E si sa, non dormire fa affiorare i ricordi , episodi passati e botte di culo imperiali, foto inquietanti…..…


 

Sono ad una amena riunione con dei soloni ributtanti, sento vibrare il cellulare, è Mario, annuncia notizie interessanti.

Comincio a sudare, complice il completino da babbominchia che ho dovuto forzatamente indossare per l’occasione e che è distantissimo dal mio abbigliamento preferito (jeans tagliati asimmetrici con palla di fuori e maglietta sporca di sangue).

Tronco la riunione trattando male gli stupiti astanti e mi precipito al cesso dove con mani tremanti mi accendo una sigaretta e chiamo lo Chef.

“Mi sa che ho fatto la cattura dell’anno”

“Cosa cazzo hai preso?”

“Allora lo sai che due volte all’anno faccio l’uscita enogastronomica ai gronghi”

“Si lo so Mario non parteciperei nemmeno sotto tortura”

“Comunque eravamo lì e ad un certo punto ci si presenta sotto un branco enorme di calamari”

“Eh….”

“Cominciamo a prenderli ma siccome eravamo a gronghi avevamo solo il raffio e ne abbiamo tirati solo due a bordo”

Sta prendendo tempo lo so, mi depista.

“Ma gronghi ne hai presi?”

“Si si enormi ma non c’entra con la cattura”

“E ti pareva”

“Insomma ad un certo punto sento una mangiata strana delicata , boh non l’ho capita, poi sai il vino, insomma tiro su lentamente e sento solo un peso, ogni tanto una vibrazione strana”

Ho finito la sigaretta e scrosto con l’unghia il sapone rappreso sul lavello.

“EALLORAMIDICICOSACAVOLOHAIPRESOPORCAPUTTANA?”

“No, ti mando la foto”

Ecco, la foto è quella qui sotto, e mi dovete dare un solo motivo perché non debba sfilettare il cuoco e servirlo a carpaccio su un letto di rucola nel suo ristorante.

 Foto di copertina: il culone in una foto di repertorio!

Il Polpo
Comandante di questa manica di sciamannati, classe 1966, pesca dalla veneranda età di 4 anni. Pesca pazza e disperatissima, citando studi di leopardiana memoria. Ha sperimentato tutte le tecniche di pesca meno la mosca e le bombe (non che siano assimilabili ma tant’è…), provando tanto e riuscendo in poco, grazie al perverso gusto di rimanere sempre affascinato dalla tecnica sconosciuta ai più, tralasciando quella più catturante. Ama in particolare la pesca con gli artificiali, che presuppone impegno, costanza e conoscenza... Ama ancor più inseguire i gabbiani, spesso inutilmente, perdendo completamente il controllo davanti ad una mangianza. In sintesi estrema, ama il mare con tutto sè stesso. Unica pecca: come perfetta nemesi dell'Inge, odia i cefalopodi , se non in cucina, e per questo loro lo cercano in continuazione...da cui il nome di battaglia.

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