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Ascolta senza vociare il silenzio del mare.

Quest’ansia che ti prende quando la solitudine ti avvolge, forse preso da frastuoni solo dentro la testa.

Non dire una parola.

Concentra l’udito e impara ad estrarre i suoni, ovattando i rumori infernali, relegandoli altrove.

Allora, anche nel mare più calmo, potrai distinguere il leggero sfiorare dell’onda sulla chiglia, e il guizzo di un sugarello a pelo d’acqua così come il doppio richiamo uscire dal becco di una berta in volo, di cui il secondo, a rintocco, pare essere un eco.

La risacca costiera più lontano…. ora sei in grado di sentirla.

Potrai distinguere il sibilo leggero del vento quando increspa l’onda.

 

Non esistono in natura silenzi assoluti, solo suoni che non si sa più ascoltare perché se ne ha perso memoria. Neanche nel buio siderale c’è un vero vuoto ma un universo di luci solo apparentemente inghiottite e una musica cosmica che esiste nonostante le nostre facoltà limitate.

 

Per cui non temere ciò che apparentemente non ha voce….. siedi qui…. accanto a me, getta la lenza e beviamo una birra attendendo che anche il profondo ci ricordi che non siamo soli. Che non tutti i rumori sono ineludibili, non tutti i silenzi forzatamente assenze.

Taci. O chiuderò quella tua bocca con un bacio.

Male che vada ti distrarrai col sapore del sale.

 

Ale
Che dire, se negli anni ’70, d’estate, qualcuno vedeva una bimba solitaria con cappellino marinaro seduta sul bordo di un vecchio pontile di legno presso l’Arenella di Portovenere, con una lenza in mano, ero io. Non ricordo quando ho cominciato, ma a 7 anni per certo inseguivo babbo sott’acqua, lui a pesca col fucile, io dietro col retino imperterritamente convinta di riuscirvi anche così. Ormai è storia (vecchia) che in assenza di lenza e retino mi arrangiavo pescando piccole bavose di scoglio anche col sacchetto del bondì, doverosamente divorato prima. Per molti anni ho rilasciato tutte le prede, poi sono diventata ‘cattiva’ quando le dimensioni loro e mie sono aumentate. Ho avuto pochi ma magnifici maestri, che, bontà loro, mi portano appresso: pare io porti bene. Prediligo la pesca col vivo in mare, a bolentino traina e scarroccio; per poco (anno con ghiaccio sottile) mi è sfuggita la pesca nei laghi del Nord, ma ‘ce l’ho qui’...devo ritentare. Non amo descrivere tecniche (che lascio agli esperti) ma sensazioni. Per il resto sono archeologa.

3 Comments

  1. Peve

    Peve

    10 Settembre 2014 at 19:56

    diva

  2. Ale

    Ale

    11 Settembre 2014 at 17:16

  3. Il Polpo

    ilpolpo

    15 Settembre 2014 at 09:57

    Io sono sordo ed ho le acufene……e come faccio?
    scherzo…classe sopraffina e non è una novità!

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