Affondare una barca: istruzioni per l’uso

megatonno

Molti di voi, e gli elfi non fanno eccezione, beninteso, avranno sognato per anni una cattura degna di un qualche libro dei record, o comunque tanto grande da rimanere indelebilmente impressa tra i ricordi di tutti coloro che la potranno ammirare.

Tra le braccia di Morfeo, la cattura si conclude sempre con l’angler, voi!, esultanti, i compagni che vi danno pacche sulle spalle stranamente indolori (!), nessun muscolo indolenzito e soprattutto…il vostro immenso, gigantesco, spropositato pesce nel pozzetto.Lungo quanto la barca…anzi…state sognando, perchè limitarsi….di più! Il vostro piccolo open ha spazio solo per il vostro pesce!! Un trionfo.

Ecco…

Come ci è arrivato lì, ai vostri piedi, sul pozzetto? Ve lo siete mai chiesto? 

 

Ecco a voi un video trovato in rete, che insegna alcuni principi base dell’architettura navale, con annesse applicazioni di statica della nave alla voce “imbarco di (dolce) peso”. Dateci un occhio, è un’ottima guida.

Su cosa non fare in questi casi, ovviamente.

 

 

Da stanotte, casomai dovesse capitarvi di fare QUELLA cattura, saprete come affrontare questo piccolo problema….e soprattutto quando vi sveglierete,per la prima volta non sarete tristi nel vedere il vostro sogno svanire…ma un sorriso di sollievo si stamperà sul vostro volto nel pensare alla fatica risparmiata!!!

Rilasciare, anche nei sogni, è meglio! :)

Inge
Ingegnere nautico (da cui il nick) con la passione della pesca, nasce a La Spezia nell'ormai lontano 1985. Inizia a pescare ancor prima di camminare, seguendo le orme degli illustri familiari, abilissimi pescatori di orate con lenza a mano e metodo tradizionale. Dopo anni di gloriosi insuccessi, passa inspiegabilmente alla pesca con gli artificiali, ed in particolare alla traina costiera e allo spinning sulle mangianze, di cui si innamora. Ne deriva uno smodato sentimento di amore-odio per i gabbiani, e una vista assai acuta, nonostante gli occhiali, per individuare i più piccoli cenni di mangianza da La Spezia a Capo Corso. Da qualche anno si è avvicinato, nel periodo invernale, alla pesca dei cefalopodi da Riva, con stranamente buoni risultati. Pescatore molto tecnico, detiene nel team anche il primato di pesca alle acciughe e alle aguglie con le mani, di cui è molto orgoglioso... Si può considerare il "tattico" del team, vista la sua passione per la tecnologia (dorme con il GPS) e meteorologia.

4 Comments

  1. Ale

    Ale

    6 novembre 2012 at 18:21

    ..però alla fine ce l’hanno fatta! 😀

  2. Il Polpo

    ilpolpo

    7 novembre 2012 at 09:35

    Inge, ma come mai questo improvviso interesse per le barche semi affondate?
    Proprio a ridosso della settimana che ha quasi annullato la nostra possente flotta…….
    Grunt…..

    • Peve

      Peve

      7 novembre 2012 at 19:00

      dottor Polpo la pregherei di loggarsi con le sue credenziali. ripeto: si logghi con le sue credenziali. eccheccazzo!

  3. Inge

    Inge

    7 novembre 2012 at 15:17

    sono un pò come quelli dell’amaro Montenegro….”sembrava impossibile ma….”. Hanno rischiato però di sacrificare il loro mezzo….bastava un’ondina nel momento di massimo sforzo e….

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