A mano a mano – I nostri auguri

Serra

E’ vero…siamo colpevoli, di assenteismo reiterato e continuativo.

Lavoro, impegni, e soprattutto una stagione, specialmente un autunno, veramente deludenti…ci hanno asciugato la penna.

Ma…potevamo esimerci da farvi gli auguri, come sempre in rima?

Probabilmente sì.

Ma senza la consueta canzone del comandante, questa volta in veste di Rino Gaetano, Natale non è Natale!

Questa volta l’esibizione è video e…a cappella (in tutti i sensi).

Godetevela!

 

Qui di seguito il video dell’esibizione ed il testo, casomai vi serva per un karaoke alcolico…

 

 

Aaaa mano a mano– ti accorgi che il vento–
Ti soffia sul viso– e ti ruba un sorriso
La buona stagione –è già che finita–
Ti soffia sul cuore– e ti ruba l’ardore
A mmmmano a mano –ti coglie nel sonno–
Quel dolce ricordo– sbiadito dal tempo–
Di quando lanciavi– veloce in  mangianza
Non c’erano acciughe– ma tanta speranza

E a mmmmano a mano– mi perdi e ti perdo
E quel tombarello– ti sembra più bello
Di quando di giorno  eri sempre incannato
E non come adesso— che hai cappottato…
Ma… dammi la mano —e torna vicino
Puoi prender la palla— col nostro guadino

Neanche l’inverno potrà mai gelare
Può crescere un fiore -da questo mio amore per teeeeeeee

E a mmmano a mano– vedrai col bel tempo–
Lì sopra il mio viso– lo stesso sorriso–
Che il vento crudele– mi aveva rubato
Che torna fedele
L’acciuga è tornata …

Ma… dammi la mano– e torna vicino
Puoi prender la palla– col nostro guadino

Neanche l’inverno– potrà mai gelare
Può crescere un fiore– da questo mio amore per te

 

“Puolpo, stai sinzappensieri, facimm l’inverno cò sti bbelli calamari”

“Genny…mavafanculo…”

Il Polpo
Comandante di questa manica di sciamannati, classe 1966, pesca dalla veneranda età di 4 anni. Pesca pazza e disperatissima, citando studi di leopardiana memoria. Ha sperimentato tutte le tecniche di pesca meno la mosca e le bombe (non che siano assimilabili ma tant’è…), provando tanto e riuscendo in poco, grazie al perverso gusto di rimanere sempre affascinato dalla tecnica sconosciuta ai più, tralasciando quella più catturante. Ama in particolare la pesca con gli artificiali, che presuppone impegno, costanza e conoscenza... Ama ancor più inseguire i gabbiani, spesso inutilmente, perdendo completamente il controllo davanti ad una mangianza. In sintesi estrema, ama il mare con tutto sè stesso. Unica pecca: come perfetta nemesi dell'Inge, odia i cefalopodi , se non in cucina, e per questo loro lo cercano in continuazione...da cui il nome di battaglia.

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