2014 – L’estate NERA

Storia tragicomica di una NON-estate meteorologica, condita da disastri di varia natura, che stanno inficiando non poco il morale degli Elfi.

Andiamo con ordine:

– il METEO

Ve ne sarete accorti da soli, ma facciamo un pò il riassunto di questa annata particolare.

Dopo un non-inverno (ricordate UNA gelata tra gennaio e marzo?!) condito da piogge alluvionali e mare incazzoso come non mai, la primavera ci aveva fatto sperare in un anno “decente” per la pesca in altura, illudendoci anche con qualche cattura precoce. Poi…sul più bello…riecco Eolo, Zeus, e tutti gli dei del meteo a remare contro, e a proporci condizioni novembrine in tutta la stagione estiva. 200 mm di pioggia a luglio, tanto per gradire, acqua verde e fredda e le acciughe che non accostano, due o tre tombarelli presi per caso invece dei soliti millemila a segnalare inequivocabilmente un’annata storta ai limiti della vergogna…

E agosto non ha invertito la tendenza… libeccio da 20 giorni consecutivi, mare sempre ai limiti della praticabilità. Insomma, una stagione completamente sfasata, che al di là di qualche cattura a drifting e dei bei naselli in profondità (ma gli sciabola dove sono andati?!)  ha regalato poche gioie e molte delusioni!

Anche perchè, come sempre, le giornate peggiori si sono avute, nel week end e/o nei periodi di ferie!

 

– La JELLA di base

Questo è un capitolo spinosissimo, che merita a pieno titolo di essere inserito nel nostro “muro del pianto”.

Il 2014, fino ad ora perlomeno, merita sicuramente l’oscar della sfiga per il team elfico.

Le prime avvisaglie le avevamo avute già dalle prime uscite… anzi, dalla prima! Uscita serale a serra, Marino che rimane “demotorizzato” a causa dello slittamento della leva dell’acceleratore e conseguente impossibilità di usare la manetta. Mesto rientro con l’ausiliario e tre settimane per sistemare il problema in maniera definitiva, condite da altre due uscite condizionate dal malfunzionamento della manetta che hanno portato a manutenzioni forzate in alto mare, rientri lenti, consumi da motoscafo offshore e fegato (dell’armatore) ingrossato. Nel mentre, un tentativo di uscita “albeggiante” con l’ammiraglia del Comandante, diventava un’uscita di piacere alle 11 per il mancato funzionamento del motorino di avviamento, con annessa manutenzione di emergenza del sistema elettrico e 3/4 ore di ritardo sulla tabella di marcia, oltre ad un centinaio di euro spesi inutilmente.

Tutto questo, ovviamente, nel periodo più meteo-stabile di tutto il 2014.

Finito qui?

Certo che no: a luglio cambio dell’elica (nuova, messa ad inizio stagione, ndr) sull’ammiraglia a causa dell’impatto dell’elica su un tacco galleggiante, di rientro da una delle (pochissime) fruttuose battute di pesca che il meteo ci ha concesso. Ad agosto, per non farci mancare proprio nulla, il Marino ha dovuto piangere la triste dipartita del Mercury che lo sospingeva al largo, durante il primo tentativo di uscita del mese, causa rottura non meglio identificata che rende assolutamente anti-economica una riparazione. (…ovviamente rottura avvenuta al largo di Riomaggiore…2 ore e mezzo di rientro con ausiliario…ma queste sono bazzecole).

Morale: barca a terra, demotorizzata chissà per quanto, alla vigilia del periodo teoricamente migliore dell’anno, in quanto a pesca.

Abbiamo concluso?

Certo che no: aggiungiamo che, giusto pochi giorni fa e in concomitanza con il guasto del Mercury, il nostro comandante ha pensato bene di inaugurare le ferie con un bel volo sugli scogli e 7 punti di sutura al piede, con rapida revisione dei programmi e switch in modalità “mutua” e “divano”.

 

Concludiamo quindi il riassunto delle nostre peripezie… gli elfi, uomini di scienza, non sono affatto scaramantici e non credono alle macumbe.

 

Però, per non rischiare….

 

Estate nera, rimedi antisfiga

Scorta di cornetti

 

 

Inge
Ingegnere nautico (da cui il nick) con la passione della pesca, nasce a La Spezia nell'ormai lontano 1985. Inizia a pescare ancor prima di camminare, seguendo le orme degli illustri familiari, abilissimi pescatori di orate con lenza a mano e metodo tradizionale. Dopo anni di gloriosi insuccessi, passa inspiegabilmente alla pesca con gli artificiali, ed in particolare alla traina costiera e allo spinning sulle mangianze, di cui si innamora. Ne deriva uno smodato sentimento di amore-odio per i gabbiani, e una vista assai acuta, nonostante gli occhiali, per individuare i più piccoli cenni di mangianza da La Spezia a Capo Corso. Da qualche anno si è avvicinato, nel periodo invernale, alla pesca dei cefalopodi da Riva, con stranamente buoni risultati. Pescatore molto tecnico, detiene nel team anche il primato di pesca alle acciughe e alle aguglie con le mani, di cui è molto orgoglioso... Si può considerare il "tattico" del team, vista la sua passione per la tecnologia (dorme con il GPS) e meteorologia.

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